Il monitoraggio classico
Chiede una pagina a intervalli regolari e verifica che risponda. Serve, e lo facciamo anche noi: intercetta un server spento o un certificato scaduto. Ma è una domanda sola, ripetuta: «sei acceso?».
Un sito può restituire una pagina corretta su ogni indirizzo e avere il carrello bloccato, il collegamento al pagamento saltato e le email di conferma che non partono più. Il percorso critico è il tragitto che compie un tuo cliente, e noi proviamo quello.
Chiede una pagina a intervalli regolari e verifica che risponda. Serve, e lo facciamo anche noi: intercetta un server spento o un certificato scaduto. Ma è una domanda sola, ripetuta: «sei acceso?».
Compie i passaggi di un cliente vero fino in fondo: sceglie, compila, invia, paga, riceve la conferma. Risponde a una domanda diversa e più costosa da sbagliare: «un cliente riuscirebbe a comprare, adesso?».
Cambiano da sito a sito: questi sono i cinque che ricorrono più spesso.
Compiliamo il modulo e controlliamo che il messaggio arrivi nella casella giusta, non che la pagina risponda.
Percorriamo prodotto, carrello, pagamento e conferma con un ordine di prova, senza addebiti reali.
Conferme d’ordine, registrazione e reimpostazione password vengono generate e ricevute davvero.
Registrazione, accesso e contenuto protetto funzionano nell’ordine in cui li usa un cliente vero.
La richiesta si trasforma in un appuntamento visibile a chi deve lavorarci, con la notifica prevista.
Non decidiamo noi cosa conta: ci dici da dove arrivano richieste e incassi, e da lì definiamo i percorsi. Un ristorante e un negozio online hanno percorsi diversi anche con lo stesso sito.
Un utente di prova compie gli stessi passaggi di un cliente vero, fino in fondo. Dove c’è un pagamento usiamo la modalità di prova del gestore: nessun addebito reale, stesso percorso.
Un percorso che fallisce genera un allarme e la verifica parte nei tempi previsti dal piano. È la differenza fra scoprire un checkout rotto oggi e scoprirlo dal commercialista a fine mese.
Il riepilogo non elenca quanti aggiornamenti abbiamo installato: dice quali percorsi sono stati provati, quando, e cosa ha funzionato.
Ogni percorso provato davvero costa lavoro umano: preferiamo dire quanti ne copriamo.
Li definiamo insieme durante l’adozione: da dove arrivano le richieste, dove si incassa e cosa non può fermarsi.